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Utente: laparola

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lunedì, 23 novembre 2009
Il crocifisso: alla parete o nei cuori?

Un caro amico che conosce bene la realtà dei poveri mi ha inviato una bellissima meditazione, nata dalle recenti vicende e dai recenti dibattiti sul crocifisso. Invito tutti a leggerla, perché aiuta veramente a mettere a fuoco il centro del problema.

Postato da: laparola a 21:56 | link | commenti (1) |
cultura, politica, fede, linguaggio, libertĂ 

lunedì, 16 novembre 2009
"Tempi" di CL imparentato con "Il Giornale" di Vittorio Feltri


Capisco la logica del tram (o del taxi, a piacere) a cui l'azione "politica" di CL si ispira ("lo scopo è solo nostro; il mezzo ce lo scegliamo con spregiudicatezza, secondo l'occasione"), ma rimane pur anche vero che per usare il tram si deve pagare il biglietto (e per il taxi, allo stesso modo, una - più pesante - tariffa).

Postato da: laparola a 10:15 | link | commenti (10) |
informazione, berlusconi, cl

domenica, 08 novembre 2009
Ragazzate



Per me, l'usanza di chiamare "ragazzi" i soldati  è del tutto stucchevole. Forse deriva dal fatto (e allo stesso tempo ne è una conferma) che il nostro è un Paese di mammoni smidollati. Io sapevo che quando si fanno delle cose serie si parla di uomini. E non si cianci di affetto. E' gente che è pronta a morire per tutti noi. E, quando poi accade, li definiamo "ragazzi", con largo spargimento di lacrime. Ma che esercito è un esercito di "ragazzi"? Serve a fare la guerra dei bottoni? Anche La Russa ha adottato il termine, addirittura sui manifesti, manco fossero boyscout. O è che, magari, è questo il suo vero pensiero? Gli piace giocare coi soldatini? E se non è così, per favore, li chiami "uomini".

Postato da: laparola a 16:18 | link | commenti (3) |
informazione, linguaggio, governo

mercoledì, 04 novembre 2009
Il crocifisso e l'identitĂ  cristiana - Pensieri

Sulla questione del crocifisso nelle scuole e negli uffici pubblici, io ho in mente alcuni pensieri, che non esauriscono certamente le sue molte sfaccettature, ma che mi tengono compagnia e mi aiutano a costruirmi un orientamento.
Il crocifisso (intendendo con ciò l'oggetto, sia chiaro) è un simbolo. Può essere simbolo di Cristo o simbolo del "cristianesimo".
Se è simbolo del "cristianesimo" si può dire quello che si vuole, ma la battaglia è già persa. Oggi, quanto meno, è una religione fra le altre, e non può ambire a tanti privilegi storico-culturali. La storia e la cultura si evolvono e cambiano i connotati della società.
Se è invece simbolo di Cristo è simbolo di amore universale, e soprattuto di amore al nemico. Simbolo di salvezza e di fratellanza, di speranza, di redenzione. Solo in questo senso potrebbe essere accolto da tutti.
Ma un mondo che, a suo tempo, ha rifiutato Gesù Cristo non mi scandalizzo se rifiuta ciò che di Lui e del suo Vangelo mostriamo noi, poveri peccatori infedeli.
E nel trattare e considerare questo simbolo, direi che sarebbe bene ricordare che il crocifisso non è un paletto per marcare i nostri territori, ma il segno che la nostra identità più vera è l'altro, il diverso, il lontano e addirittura il nemico, verso il quale Cristo ci comanda l'amore.

Proprio da parte cristiana, quindi, ritengo che sarebbero da rifiutare quelle difese più o meno d'ufficio che sono basate sulla "identità" sulla "storia" e sulla "cultura". Una grande cosa? Certamente, ma non quella, l'unica, che conta agli occhi di colui che "ha rovesciato i potenti dai troni".

Postato da: laparola a 10:16 | link | commenti (7) |
cultura, chiesa, fede

martedì, 20 ottobre 2009
Una Costituzione sola

Finalmente qualcuno che giudica secondo le leggi che ci sono, e non secondo quelle che non ci sono. Esiste una Costituzione sola, quella vigente, e si deve giudicare secondo quella. Io sono contrario a tutte le forzature derivate dall'attuale legge elettorale, che assegnerebbe una legittimazione diretta al Presidente del Consiglio, svuotando il ruolo del Presidente della Repubblica. Non è così: anche se sul simbolo sul quale il cittadino traccia la croce c'è scritto "Berlusconi presidente", questo non fa sì che il cittadino voti Berlusconi (o Prodi, e chicchessia). Il cittadino vota la lista, una lista di persone destinate a diventare (a seconda del risultato) parlamentari. La scelta dell'uomo al quale conferire l'incarico di formare il Governo è del Presidente della Repubblica, che non è ancora un notaio, ed è e rimane insindacabile, finché non si cambia la Costituzione.
Non si può spacciare per diretta un'elezione che non lo è, per poi millantare un'investitura popolare che non c'è e che serve solo a spacciare presunte "superiorità", come Ghedini proponeva alla Corte Costituzionale, ottenendone una sonorissima bocciatura, di fronte alla quale lui e il suo cliente non fanno altro che piagnucolare che i giudici ce l'hanno con loro, poveri martiri.

Postato da: laparola a 11:15 | link | commenti (2) |
politica, informazione, berlusconi, libertĂ , governo

giovedì, 15 ottobre 2009
Annozero

Sallusti, vice di Feltri, non rispetta il Presidente della Repubblica. Prosegue l'attacco.

Postato da: laparola a 22:00 | link | commenti (2) |
politica, informazione, berlusconi, libertĂ , governo

mercoledì, 14 ottobre 2009
Liberarsene

Io sono d'accordo, di smetterla. Io non sono mai stato d'accordo con la politica delle urla e delle opposte tifoserie, della politica in cui non si capisce di che cosa si discute (vedi il disegno di legge Concia: nessuno sa di preciso che cosa ci sia scritto, e tutti litigano).

Detto questo, dato tuttavia che sono convinto che Silvio Berlusconi sia la peggior disgrazia capitata alla storia d'Italia dopo Benito Mussolini, e che prima l'Italia se ne libera e meglio è, ritengo anche che la battaglia politica, oggi, debba fare, di questo scopo (liberarsene), uno dei suoi obiettivi principali.

Purtroppo, il problema, in questo caso, oltre che politico, è personale, perché è nella sua persona che si concentrano sia pulsioni autoritarie che smisurati mezzi economici e propagandistici. Questa è una micidiale miscela esplosiva di cui la nostra democrazia potrebbe finire per rimanere vittima.
Occorre quindi, a mio avviso, lavorare per far sì che il popolo italiano capisca chi è Silvio Berlusconi e si diffonda una adeguata consapevolezza dei rischi che impersona. Per questo è necessario diffondere quelle notizie e quegli allarmi che la vulgata di destra ama associare alla definizione di "antiberlusconismo". Io sono antiberlusconiano. Silvio Berlusconi non è di mio gradimento. Si può? Si può parlare di politica senza baciare la mano del principe? Si può dire che liberarsi di lui è una priorità politica?

E sebbene io non sia per le sparate alla Di Pietro (ma neanche per il giornalismo trash di Feltri), sebbene io ricordi con nostalgia il dibattito politico di una volta, quando non c'era l'esasperazione del "noi" e del "voi", ma tutti capivamo che c'era solo un grande "noi" che ci supera tutti, il "noi" della comunità nazionale, per il cui bene comune tutti si doveva lavorare, sebbene io creda che le armi siano quelle del libero dibattito e del confronto delle idee, e non altre, Berlusconi (pacatamente, civilmente, democraticamente) deve essere fermato.

Postato da: laparola a 17:35 | link | commenti (10) |
politica, informazione, berlusconi, libertĂ , governo

martedì, 13 ottobre 2009
Geniale


 
(da http://diderot.tumblr.com/)

Postato da: laparola a 16:48 | link | commenti (2) |
politica, informazione, berlusconi, libertĂ , governo, feltri

lunedì, 12 ottobre 2009
Berlusconi smentito dal Quirinale

Sul sito del Quirinale c'è la smentita. La notizia che ci fosse un accordo fra il Presidente della Repubblica e il Governo circa l'approvazione da parte della Corte Costituzionale del cosiddetto lodo Alfano è "del tutto falsa". L'aveva data Berlusconi, che naturalmente non ne trarrà le dovute conseguenze, anzi rafforzerà la violenza dei suoi attacchi al Quirinale, alla Corte, al mondo intero, schiavo di questo mostro galattico che è il Partito Democratico italiano. Nessuno avrebbe lontanamente immaginato, nella storia, quello che sta accadendo in Italia: una catastrofe etica, politica, istituzionale. A mio modesto avviso, occorre una mobilitazione generale.

Postato da: laparola a 18:09 | link | commenti (1) |
politica, berlusconi, libertĂ , governo

venerdì, 09 ottobre 2009
Quando uno li vizia...

Se uno fosse tanto, ma tanto malizioso, vedrebbe una ragione molto semplice e chiara nella petulanza con cui il mondo giudiziario sta addosso al povero Berlusconi, il quale si lamenta di questa insopportabile insistenza. La ragione potrebbe stare nel fatto che si è sparsa la voce che paga bene.

Postato da: laparola a 17:37 | link | commenti |
politica, berlusconi, governo





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