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Ho trovato veramente saggio e molto misurato l’articolo di Sergio Soave di oggi su ”Avvenire”. Non gronda certamente di antipatia viscerale verso Berlusconi, ma espone sobriamente un’opinione sulla recente frizione fra Forza Italia e il Colle in merito alla questione “par condicio”.
L’ho molto apprezzato.
Concordo d’impeto, naturalmente, su alcuni passaggi, ad esempio quando definisce “poco limpido” qualche aspetto delle reazioni di Forza Italia, e laddove afferma che “le attività propagandistiche” del premier non sono rientrate in uno stile “più sobrio e meno invasivo”.
Mi ha colpito l'atteggiamento di ADISTA.
Ma io ho linkato l'enciclica, qui nel blog.
Forse non potevo?

Da sempre depreco lo squallido spettacolo che i tifosi del calcio offrono dentro e fuori gli stadi, e l'imbelle complicità che le nostre forze dell'ordine sono costrette ad esprimere, finendo per proteggere i comportamenti criminosi di chi spadroneggia in mezza Italia tutte le domeniche più o meno sicuro dell'impunità, massacrando il traffico, devastando treni e stazioni, seminando il terrore fra i cittadini pacifici e sequestrando interi quartieri.
Siamo nelle mani di costoro, e siamo nelle mani di chi guadagna su costoro, come le società calcistiche e le televisioni, niente affatto intenzionati a farla finita.
Stiamo a chiacchierare sui nostri morbidi divani, e a poca distanza le nostre città sono sotto scacco dei barbari.
Spiacente, ma io sto con le Coop, magari non con i DS che le stanno abbandonando, e ho le mie ragioni che qui vi spiego.
Esse sono: le coop sono un fatto popolare, dove i soci conteranno poco, ma piu' degli azionisti della Fiat che non contano nulla, le coop sono le sole imprese grandi a capitale non familiare del paese, le coop stanno in piedi su un processo democratico piu' trasparente di ogni altra impresa, si e' vero c'e' il travaso fra imprese e politica, Giovanardi, abbiamo capito, ma Berlusconi da dove viene, dall'accademia?
E poi: le coop sono nate per un ideale, per rispondere a un bisogno, spesso fra poveracci, spesso aiutati da un prete, altre volte da un idealista altre ancora da un comunista, non e' sbagliato ricordarlo, l'errore e' dimenticarlo. Non si deve dimenticare che esse sono state e sono per molti uno dei pochi casi in cui etica, politica ed economia sono diventate concrete e un'occasione di riscatto, invece di stare solo come parole negli editoriali per i quali nulla cambia qualsiasi cosa ci si scriva.
Sto con le coop perche' molti di quelli che le hanno fondate affermarono l'impopolare: che un uomo retto e' meglio di un ricco, che e' meglio essere lavoratori che ladri, che dire la verita' forse non conviene ma non devi farne a meno, per te e per tutti. E che la societa' e' meglio se ci sono piu' uomini cosi', te compreso, e che non basta che cambino quelli al governo.
Per queste ed altre ragioni sto con le coop, io.
gp (da "ClanDestino Zoom" n.149)
"Perchè la sinistra perda, Berlusconi deve fare un passo indietro.
Deve lasciare la leadership del centro destra a qualcun altro." (stranocristiano.it)


Indebolire la tenuta del sistema, perché nei sistemi deboli vince il più ricco.
"Basta, pietà! Votiamo, votiamo, ti prego!"
"No!... Non ho ancora finito!"