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"Papa Ratzinger, un Papa che però ha dalla sua parte il suo popolo. Noi del popolo gli vogliamo bene, così come abbiamo voluto bene a Giovanni Paolo II. Noi lo ascoltiamo, e cerchiamo di seguirlo.
E' importante però che qualcuno che ha voce nel dibattito pubblico risponda come si deve a questo tentativo sciagurato del cardinale (ma non era a riposo?).
Splendida, veramente, la lettera aperta che Lucetta Scaraffia gli ha scritto: risponde punto su punto, non risparmia niente, fa pelo e contro pelo. Insomma, l'ha fatto nero. Leggetela tutta, ne vale proprio la pena (naturalmente da Il Foglio, il giornale più ratzingeriano che c'è. Avvenire è sottinteso, naturalmente.)"
(da "stranocristiano.it")
Ah, questi giovani! (postilla)
I ciellini (non tutti) hanno il vezzo di fare i maleducati (a volte), di dire le parolacce (occasionalmente), di spianare bronci con la kefià (un caro saluto), e di schierare (a fine agosto) tifoserie ad alto tasso ormonale. Quando qualcuno glielo fa notare, dicono (assai spesso) che se ne sbattono della "political correctness" (che per loro, in italiano, vuol dire solo ipocrisia). Io, che sono un perfetto ipocrita (anche se non posso più leggere Leopardi, ormai, senza pensare a Giussani), che posso dire? Che hanno (perfettamente) ragione. E lo so che sono dolcissimi.
Oh, non credo che Socci volesse far loro un complimento (da vanto ad insulto, conservando il copyright).
Quindi, tutti coloro che sono alla sua sequela dovranno cessare di definirsi "stranicristiani".
Praticamente, sono stati diffidati da lui stesso.




Allora? Quando arriva questa benedetta e definitiva dichiarazione della Corte di Cassazione? Io spero che oggi, come si diceva ieri, arrivi, e ponga fine alla questione. Una volta per tutte. Cosicché chi è stato chiamato a governare lo faccia, e possa dimostrare se ci riesce o no. Ho il timore invece che Berlusconi non si calmi e che continui a sostenere, chissà per quanto, che il risultato delle elezioni è frutto di brogli e di errori. Penso che andrebbe lasciato solo, in questa opinione (ammesso che sia un'opinione e non una provocazione artificiosa), e mi pare che i suoi alleati siano in effetti su questa strada. E non solo per l'inefficacia della sua strategia, ma anche perché non è morale diffondere sfiducia nelle istituzioni. O lo prendiamo sul ridere, o lo prendiamo sul serio. Cosa facciamo? Io penso che sia meglio prenderlo (sebbene con gli occhi aperti) sul ridere, come abbiamo, infatti, preferito fare da tempo.



