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lunedì, 29 maggio 2006
Exercises de style

Ecco, io "prete minchione" non lo direi a nessuno.
Cosa sarà? Pudore da femminuccia?

Postato da: laparola a 18:12 | link | commenti (11) |

su carta intestata della Camera

Egregio Signor Parroco,
sono a disturbarla per chiederle la cortesia di inviarmi, se possibile con sollecitudine, una giaculatoria, di quelle che insegnavano le nonne ai nipotini. Io le ho imparate così e così le insegno alle mie figlie. Purtroppo vedo che questa sana memoria cristiana, che ci accompagna durante la giornata, và (sic) scomparendo e rischia così di finire una ricca e proficua 'trasmissione di fede'.
Perciò mi sono deciso a chiederle una (o più) 'giaculatorie' che insieme a quelle dei suoi confratelli delle altre parrocchie italiane, vorrei raccogliere in un volumetto semplice che penso utile ed edificante. Confido nel potere aver una sua risposta entro il mese di luglio. Spero di averla convinta e non averla disturbata,
Suo in Cristo
Luca Volontè

Ps. Nel caso le sia comodo i miei indirizzi sono:
Luca Volontè - c/o Gruppo UdC
Via Uffici del Vicario 21
00100 Roma
oppure via mail (ancora più comodo e rapido):
VOLONTE_L@CAMERA.IT

Postato da: laparola a 09:16 | link | commenti (10) |

non ci chiede di fare i suoi avvocati

Ho ricevuto la newsletter di Antonio Socci.
Tratta di Vittorio Messori e ne contesta la lettura in chiave di contrasto del rapporto fra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Riporta, al proposito, una posizione che fu assunta da don Luigi Giussani, circa i famosi "mea culpa" promossi da Giovanni Paolo II, che riporto qui di seguito, perché veramente bella,  e fonte di insegnamento per tutti, con un particolare pensiero a tanti seguaci del venerato Giussani.

"...la Chiesa da duemila anni ogni giorno ci chiede di fare “mea culpa” davanti al Signore, non di enucleare i nostri meriti, dimenticando che i cristiani non sono migliori degli altri uomini, ma sono solo coloro che per grazia, immeritata, hanno conosciuto la tenera misericordia di Dio. E dunque che parlano agli uomini non come coloro che “hanno ragione” o che vogliono la ragione, ma come coloro che avendo torto, avendo tradito Gesù per primi, da Lui sono stati e sono continuamente perdonati e ricreati (penso a Pietro, a Paolo, a Francesco). Noi abbiamo il dovere di difendere Gesù dagli sputi e dalle sferzate che anche oggi, come già duemila anni fa, subisce in quello che Bernard Henri Lévy, intellettuale ebreo agnostico, parlando sul Corriere del Codice da Vinci, definisce “la marea nera del nuovo anticattolicesimo”. Noi abbiamo il dovere di difendere Gesù dagli insulti, dagli sputi in faccia e dalle frustate, ma ricordando che Lui non si difese, anzi offrì se stesso ai torturatori e ricordando che non ci chiede innanzitutto di fare i suoi avvocati, ma di seguirlo, di fare come Lui, di aiutarlo a portare la Croce per amore degli uomini, di consolarlo con il nostro amore. E ricordando che proprio nella sua apparente disfatta, di vittima macellata, torturata, indifesa, annientata, ha conquistato il cuore gli uomini, ha capovolto la storia umana e quindi in realtà ha manifestato la sua potenza, la sua regalità (“io ho vinto il mondo”)."

Postato da: laparola a 09:05 | link | commenti |

sabato, 27 maggio 2006
Realpolitik

Postato da: laparola a 09:27 | link | commenti (22) |

giovedì, 25 maggio 2006
from George to Giorgio

"saro' lieto di lavorare presto insieme a Lei per promuovere la liberta', la giustizia e la dignita' umana. Sono contento di avere l'opportunita' di perseguire le nostre comuni mete e di lavorare con Lei per essere all'altezza delle sfide che ci attendono"
(George Bush a Giorgio Napolitano)

Postato da: laparola a 22:15 | link | commenti |

All together now

Curioso come spesso, in blog cattolici, si parta trattando dell'amore divino e si finisca per trattare di Rosy Bindi, magari con qualcuno che, tenendo il registro dei buoni e dei cattivi, sostiene che la ministra o chiunque altro non ci "azzecca" con la comunità dei credenti, di cui ovviamente si sente custode, concependola come cosa propria.

Postato da: laparola a 08:46 | link | commenti (45) |

Berlatero

«Caro Josè Luis, dopo cinque anni mi accingo a lasciare la guida del governo italiano. Si è trattato di un periodo di stabilità senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, che mi ha consentito di varare 36 importanti riforme di ammodernamento del paese e di sviluppare un'esperienza particolarmente importante e positiva nei rapporti con i colleghi degli altri paesi europei».
«Come probabilmente sai, per il particolare sistema elettorale italiano, nonostante il mio personale successo (Forza Italia è di gran lunga il primo partito italiano), la coalizione che guido è risultata globalmente maggioritaria in termini di voti ma minoritaria in termini di rappresentanza parlamentare. Come leader dell'opposizione rappresento comunque il 50,2 per cento del paese e spero di tornare presto al governo dopo che saranno state verificate le oltre un milione e centomila schede annullate».
...
Ti ricordo che hai un amico che Ti vuole bene! Un forte abbraccio.
Silvio».

Postato da: laparola a 08:31 | link | commenti (3) |

martedì, 23 maggio 2006
Un'idea...

Lo facciamo senatore a vita?

Postato da: laparola a 14:27 | link | commenti (3) |

sabato, 20 maggio 2006
e non senza utile personale

Ho trovato indecente la gazzarra inscenata in Senato da alcuni senatori del centrodestra nei confronti di venerandi senatori a vita, che svolgevano come meglio credevano, come è nel loro diritto, una legittima attività parlamentare. Ho trovato adeguata e, al solito, sagace, la risposta che Francesco Cossiga ha dato a Silvio Berlusconi, che nell'occasione ha parlato di immoralità a proposito del voto, legittimo, espresso dai senatori a vita. Cossiga stigmatizza
"l'indegna gazzarra inscenata dai gruppi parlamentari della Casa delle Libertà mentre esprimevano il loro voto a favore della mozione di fiducia al Governo Prodi i senatori a vita, di diritto e di nomina presidenziale". Gente come Andreotti e Scalfaro, "ragazzotti che da oltre mezzo secolo "battono" le strade della politica", abituati a ben più violenti tipi di scontro e colluttazioni, "ma con minore astio, maleducazione e cattiveria", scrive Cossiga.
"Ben diversa", prosegue, "è l'accusa di immoralita che tu, con molta avventatezza e leggerezza, hai rivolto ai senatori a vita. Si fosse trattato di un'accusa per qualche mio normale ma irregolare 'rapporto' per così dire sentimentale con qualche bella ragazza venezuelana o napoletana da te presentatami, passi! Ma la 'politica' e il servizio dello Stato", continua Cossiga, "sono stati per me e per la mia famiglia cosa troppo seria, perchè io possa accettare accuse di immoralità da un, anche se simpatico e abile, 'Paperon dei Paperoni' prestato alla politica, e non senza utile personale!".

Postato da: laparola a 22:31 | link | commenti (15) |

venerdì, 19 maggio 2006
generatore di articoli

Ho trovato, segnalato altrove da PC1969, un divertente giochino: un "generatore di articoli" di "Libero". E' una satira a certe tiritere (per la verità comuni alla destra e alla sinistra) che spesso si incontrano fra i testi di polemica politica. Provare per credere.

Postato da: laparola a 10:39 | link | commenti (5) |





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