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venerdì, 30 giugno 2006
"Meno, meno..." (R.Carrà)

"Ma chi è il nemico?
Ai tempi di Goebbles (sic) erano gli ebrei. Ai tempi di Prodi, come in quello di Nerone, apparentemente sono i cristiani. Non si capisce altrimenti il fuoco di fila su punti sensibili - dall'aborto agli embrioni, alla droga, alle esenzioni, alla scuola: praticamente ogni esternazione batte lì. Pochi santi per i cattolici nel paradiso rosso.
Perchè in sella c'è un potere non cristiano, qualsiasi cosa si dica. In alcune sue componenti anche anti-cristiano. Che ha voglia di rivalsa."

E' un brano dell'attuale editoriale di "samizdatonline", scritto dal bravo Berlicche, di cui frequentemente ammiro le ispirate riflessioni. Cosa che per la verità in questa occasione non mi riesce. Ho estratto questo breve brano perché secondo me è un esemplare concentrato di vittimismo.  Una sola noterella, che non trattengo: lui dice "in sella c'è un potere non cristiano". Perché, di grazia, quale sarebbe il "potere cristiano"? Glielo vogliamo chiedere, al Nazareno, mentre è impegnato a lavarci i piedi ("Se non ti laverò, non avrai parte con me") ?

Postato da: laparola a 17:40 | link | commenti (39) |

giovedì, 29 giugno 2006
Lucio Malan (pianoforte)

Il tutore del regolamento.

Postato da: laparola a 10:50 | link | commenti (7) |

Potevamo fare di quest'aula sorda e grigia

Bel post di Carnesalli.

Postato da: laparola a 10:15 | link | commenti |

mercoledì, 28 giugno 2006
Una cosa sola

Mi sbaglierò, ma ho idea che un partito che oggi in Italia si ponesse come unico scopo quello di combattere l’evasione fiscale avrebbe un certo seguito.

Una cosa sola: chiara, nobile e moderna.
E giù duri.

Postato da: laparola a 13:21 | link | commenti (12) |

martedì, 27 giugno 2006
Anche chiare

Ha molte ragioni chi sottolinea il valore dell’affluenza al voto in questo referendum confermativo.
Ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto.
Ecco, il risultato, già molto netto, per questo a mio avviso acquista un valore indiscutibile.
Alla luce di questo risultato, come si può giudicare l’operato di una maggioranza che volle varare questa riforma costituzionale? Una maggioranza il cui leader non mancò di ricordare varie volte come la sua carica di Presidente del Consiglio gli fosse stata conferita dalla volontà popolare (in realtà, l’incarico di Presidente del Consiglio viene conferito dal Presidente della Repubblica)?

Il minimo che mi pare che si possa dire è che questa riforma costituzionale non corrispondeva alla volontà dei cittadini, e che chi si è fatto bello di essa, come se costituisse un risultato politico di grande significato, ora dovrà riflettere amaramente sui propri errori.

Il giudizio del popolo sovrano è chiaro: questa riforma, no.

Messo in chiaro questo, ora si può parlare. Se la costituzione richiede aggiustamenti, si cerchi di apportarli in uno spirito di dialogo.
Altrimenti, ecco, abbiamo visto che gli elettori sanno impartire sonore lezioni.

E, grazie al cielo, anche chiare.

Postato da: laparola a 12:42 | link | commenti (1) |

lunedì, 26 giugno 2006
Forza, Italia!

Postato da: laparola a 17:18 | link | commenti (1) |

venerdì, 23 giugno 2006
E' necessaria la prenotazione

La Compagnia delle Opere Bologna invita alla Cena Sociale che si terrà giovedì 6 luglio alle 20.00, presso il Royal Hotel Carlton in Via Montebello, 8 a Bologna. Nel corso della serata verrà presentata la IIª edizione del “Matching” e la 27ª edizione del “Meeting per l’amicizia tra i popoli”. Il costo della cena è di € 50. Per partecipare è necessaria la prenotazione da effettuare entro martedì 27 giugno. Info: Tel. 051.250006 e-mail: info@cdobologna.net.

(da "clanDestino Zoom" n.170)

Postato da: laparola a 09:12 | link | commenti |

sabato, 17 giugno 2006
Mi dispiace che sia lungo

Per la Costituzione
Appello di riviste di ispirazione cristiana
 
Anche per i cristiani del nostro Paese si avvicina un momento di grande responsabilità.
Per la prima volta dal 1946 il potere costituente torna al popolo.
La Costituzione che ci governa dal 1948 è stata ripudiata da una parte del mondo politico italiano e dalla maggioranza delle vecchie Camere, e sulla "Gazzetta Ufficiale" è stata già pubblicata la nuova Costituzione, che se non è ancora entrata in vigore è solo perché il popolo si è riservato il diritto di respingerla col "no" nel referendum convocato per il 25 e 26 giugno.
Questa chiamata alle urne non è pertanto una prova elettorale come le altre; si tratta di un referendum assolutamente eccezionale in cui i cittadini, divenuti essi stessi costituenti, devono decidere di nuovo dell´identità e del futuro della Repubblica.
Ciò che fu stabilito dall´Assemblea Costituente nel 1947 è infatti oggi rimesso in questione. Allora confluirono in quella decisione le tre grandi culture del Paese, quella cattolica, quella comunista e socialista allora strettamente unite, e quella laico-liberale; ma l´incontro e la sintesi di quelle tre culture fu talmente felice che non un pezzo della Costituzione per ciascuna, ma l´intera Costituzione è risultata perfettamente coerente a ciascuna delle tre ispirazioni. Perciò essa, scritta (e sottoscritta) da tutti, è anche la Costituzione di tutti ed ha compiuto il miracolo di unificare l´Italia e di permetterle di passare dalla arretratezza alla modernità, dalla miseria diffusa alla diffusa abbondanza di beni pur nelle sussistenti disparità, dalla dittatura alla democrazia e dalla guerra a una lunga pace.
Con essa la guerra fu ripudiata; le filosofie e le dottrine politiche che avevano fondato la società sulla ineguaglianza per natura degli esseri umani furono rigettate e sostituite da una antropologia della pari dignità umana, per costruire un ordinamento di giustizia e di pace.
Se la Costituzione è di tutti, i cristiani hanno delle particolari ragioni per rivendicarne i contenuti e difenderla. Non solo perché vi concorsero nel sacrificio che la precedette e nella elaborazione che ne fissò i principi e le norme nell´Assemblea Costituente, ma perché il patrimonio che vi è rappresentato evoca i più alti valori della vita cristiana: dal fondamento del lavoro su cui è stabilita la Repubblica alla centralità della parola che si esprime nel Parlamento, dal primato della pace alla conversione dei poteri in "funzioni" e servizi per il bene comune, dalla pacificazione con la Chiesa cattolica alla laicità e alla libertà religiosa. Nell´enciclica "Pacem in terris" di Giovanni XXIII la Costituzione, come carta dei diritti e regola dei rapporti tra cittadini e poteri pubblici fu celebrata come un "segno dei tempi", cioè come una delle conquiste storiche in cui costruzione umana e ordine voluto da Dio si parlano e si incontrano.
Se nella ordinaria vita politica i cristiani sono presenti e agiscono senza esibire la loro peculiare identità, vi sono circostanze che possono esigere un atteggiamento diverso. Quando, come in occasione di questo referendum, sono in gioco e per un lungo tempo futuro i fondamenti stessi e i valori supremi della convivenza civile, non c´è ragione per cui dei cristiani non debbano assumere a viso aperto le difese della Costituzione, impegnandovi tutta la loro responsabilità. Del resto, se nella storia del nostro Paese hanno svolto, in diverse forme, un ruolo di rilievo le tradizioni del cristianesimo democratico e del cristianesimo sociale, oggi sembra del tutto opportuno e necessario che emerga un´iniziativa di "cristiani per la Costituzione", per salvarla nel momento in cui è "aggredita".
Vero è che tale aggressione viene negata, perché quella che viene rimossa e sostituita dal testo di Calderoli e degli altri quadrunviri riunitisi a Lorenzago è solo la seconda parte della Costituzione, e quindi sarebbero fatti salvi i principi e i diritti fondamentali della prima. Ma le due parti della Costituzione sono speculari e necessarie l´una all´altra: la prima parte è una struttura a piramide rovesciata, avente al primo posto i diritti e i doveri del cittadino nella sua individualità, e poi via via del cittadino in rapporto alla famiglia e alla scuola, quindi in rapporto alla sfera economica e infine in rapporto a quella più ampia del mondo politico; la seconda parte, in base allo stesso schema, comincia col Parlamento, in corrispondenza al primo articolo proclamante la sovranità popolare, per svilupparsi poi nella definizione degli altri istituti in cui coerentemente doveva concretarsi l´organizzazione statale unitaria della società. In tal modo la seconda parte risulta attuazione, strumento e garanzia della prima.
Ora nella riforma promossa dalla Lega e varata da tutto il centrodestra sotto il nome riduttivo e fuorviante di "devolution", questo rapporto viene rotto. Il Parlamento è travolto, la vita della Camera è condizionata a quella del governo, la rappresentanza popolare è smembrata in una maggioranza dotata di tutti i poteri e una minoranza senza diritti, i cui voti nemmeno verrebbero contati nelle votazioni di "sfiducia costruttiva", l´unità nazionale che comporta pari opportunità per tutte le regioni è compromessa e gli istituti di garanzia sono snaturati e mortificati. In particolare il Presidente della Repubblica non avrebbe neanche il potere di salvare la Camera dallo scioglimento che il Primo Ministro potrebbe decretare in ogni momento mandando a casa i deputati a suo piacimento; verrebbe istituita la figura sovrana e incondizionata del capo del governo, vero padrone "determinante" della politica nazionale e del Paese intero.
Tutto ciò di cui si è discusso in queste settimane per l´attribuzione dei nuovi ruoli istituzionali e di governo, diverrebbe con la nuova Costituzione privo di senso, perché un solo potere personale sarebbe instaurato e garantito e nessuna vera opposizione potrebbe essere esercitata in corso di legislatura.
L´identità dell´Italia e il suo ruolo nel mondo sarebbero decisi da una persona sola, e il popolo non potrebbe influirvi facendo valere le sue radici, la sua civiltà e la sua cultura.
La difesa della Costituzione vigente non vuol dire peraltro che singole sue disposizioni o istituti non possano essere modificati se necessario; ma in ogni caso deve essere salvaguardato il costituzionalismo interno e internazionale nelle sue acquisizioni irrinunciabili.
Perciò noi riteniamo che sia necessaria una forte mobilitazione dei cristiani contro questa riforma, anche attraverso la partecipazione a una grande manifestazione nazionale unitaria di tutto il fronte democratico per il "NO" al referendum del 25 giugno.
E dopo il referendum pensiamo che debba restare alta l´attenzione dei credenti perché ai valori della Costituzione non sia inferta alcuna ferita, e perché l´amore della pace, dell´unità, della libertà e dei diritti torni sempre a rinascere.
 
Firmano l´Appello:
Adista (agenzia di informazione su religione e politica)
Aggiornamenti Sociali (mensile dei gesuiti del Centro Culturale San Fedele - Milano)
Appunti di Cultura e Politica (rivista dell´associazione "Città dell´Uomo")
Cem Mondialità (mensile di educazione interculturale dei Missionari Saveriani)
Cercasi un fine (periodico di cultura e politica fondato da organizzazioni del volontariato pugliese)
Club3 (mensile di attualità dei Religiosi Paolini)
Confronti (mensile di dialogo interreligioso)
Coscienza (mensile del Meic - Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale dell´Azione Cattolica)
Gioventù Evangelica (trimestrale della Fgei - Federazione Giovanile Evangelica Italiana)
GO - Gioventù Operaia (mensile della Gioc)
Il Dialogo (periodico politico-religioso irpino)
Il foglio (mensile di cristiani torinesi)
Il Gallo (rivista di cristiani genovesi)
Il Margine (mensile dell´associazione Oscar Romero)
Il Tetto (bimestrale politico religioso fondato a Napoli nel 1964)
Jesus (mensile di cultura e attualità religiosa dei Religiosi Paolini)
Koinonia (rivista di formazione comunitaria cristiana promossa a Pistoia da Religiosi Domenicani e da laici)
La Voce Alessandrina (settimanale della Diocesi di Alessandria)
L´invito (trimestrale di cristiani trentini)
Misna (Agenzia dei 4 Istituti Missionari: Comboniani, Saveriani, Pime e Missioni della Consolata)
Missione Oggi (mensile dei Missionari Saveriani)
Missioni Consolata (rivista dei Missionari della Consolata in Italia)
Mosaico di Pace (rivista mensile promossa dalla sezione italiana di Pax Christi)
MoVI informazione (rivista del Movimento del Volontariato Italiano)
Narcomafie (Mensile del Gruppo Abele di Torino)
Nigrizia (mensile dei Missionari Comboniani)
Notiziario Cdb (periodico delle Comunità Cristiane di Base)
Oreundici (rivista dell´associazione cristiana "Ore undici")
Politicamente (periodico dell'associazione cattolico-democratica "Agire politicamente")
Preti Operai (rivista dei preti operai italiani)
Proposta educativa (rivista del Mieac - Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica)
Qol (rivista di dialogo ebraico-cristiano)
Ricerca (mensile della Fuci - Federazione Universitaria Cattolica Italiana)
Riforma (settimanale delle Chiese Evangeliche Battiste, Metodiste e Valdesi)
Rocca (quindicinale della "Pro Civitate Christiana" di Assisi)
Segno (mensile di cultura e politica di laici e Religiosi Redentoristi di Palermo)
Settimana (settimanale di attualità per operatori pastorali dei Religiosi Dehoniani)
Tempi di Fraternità (mensile piemontese di cristiani di base)
Testimonianze (rivista fondata da padre Ernesto Balducci)
Viottoli (mensile della Comunità cristiana di base di Pinerolo)
Vita pastorale (mensile per operatori pastorali dei Religiosi Paolini).
 

Postato da: laparola a 11:32 | link | commenti (13) |

mercoledì, 14 giugno 2006
cosiddetti

"i senatori cattolici della Margherita, cioè Paola Binetti, Luigi Bobba ed Emanuela Baio Dossi" (dalla newsletter di “stranocristiano.it”).
Chiedo: dove si può attingere l’elenco dei senatori cattolici?

 

"cosiddetti cattolici della sinistra" (dalla cosiddetta newsletter del cosiddetto “stranocristiano.it”)

Postato da: laparola a 09:16 | link | commenti (10) |

sabato, 10 giugno 2006
Pensiero delle 14,45

E i brogli?

Postato da: laparola a 14:47 | link | commenti (10) |





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