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"In questo momento non posso non pensare alla situazione, sempre più grave e tragica, che sta vivendo il Medio Oriente: centinaia di morti, moltissimi feriti, una massa ingente di senzatetto e di sfollati, case, città ed infrastrutture distrutte, mentre nei cuori di molti sembrano crescere l’odio e la volontà di vendetta. Questi fatti dimostrano chiaramente che non si può ristabilire la giustizia, creare un ordine nuovo ed edificare una pace autentica quando si ricorre allo strumento della violenza. Più che mai vediamo come sia profetica e, insieme, realista la voce della Chiesa, quando, di fronte alle guerre e ai conflitti di ogni genere, indica il cammino della verità, della giustizia, dell'amore e della libertà (cfr Enc. Pacem in terris). Questo cammino l’umanità deve anche oggi percorrere per conseguire il desiderato bene della vera pace.
Nel nome di Dio mi rivolgo a tutti i responsabili di questa spirale di violenza, perché immediatamente si depongano le armi da ogni parte! Ai Governanti e alle Istituzioni internazionali chiedo di non risparmiare nessuno sforzo per ottenere questa necessaria cessazione delle ostilità e per poter iniziare così a costruire, mediante il dialogo, una durevole e stabile convivenza di tutti i popoli del Medio Oriente. Agli uomini di buona volontà chiedo di continuare ed intensificare l’invio degli aiuti umanitari a quelle popolazioni tanto provate e bisognose. Ma soprattutto continui ad elevarsi da ogni cuore la fiduciosa preghiera a Dio buono e misericordioso, affinché conceda la sua pace a quella regione e al mondo intero. Affidiamo quest’accorata supplica all’intercessione di Maria, Madre del Principe della Pace e Regina della Pace, tanto venerata nei Paesi mediorientali, dove speriamo di veder presto regnare quella riconciliazione per la quale il Signore Gesù ha offerto il suo Sangue prezioso." (Benedetto XVI, all'Angelus di oggi)
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"Vere tu es Deus absconditus"
(Is, 45,15)
Alberto Baroncini, 21 anni, studente di Teologia, seminarista della Chiesa di Bologna, musicista.
“Liberaci, o Signore, da tutti i mali,
concedi la pace ai nostri giorni”.
Un pungente e arguto post del "Duca de Gandia".
Segnalo il sito del "Festival Filosofia 2006" di Modena e provincia (15-17 settembre), da poco online coi programmi e tutte le notizie. In particolare, ho trovato simpatico l'angolino degli aforismi (genere a me assai caro). Mi sono messo a scorrerli, e non finivo più.
Non so come vadano (o come siano andate) le votazioni di Bruxelles in materia, ma circa la posizione alla quale il Governo italiano è stato impegnato, mi pare che si dovrebbe concludere, sulla base della attenta lettura della risoluzione del Senato, che la "verifica" circa le possibilità di ricerca sugli "embrioni crioconservati non impiantabili" debba sottostare all'impegno a limitare la possibilità di ricerca a quelle che "non implichino la distruzione di embrioni". Perciò se si ammettesse una ricerca, su qualsivoglia tipo di embrione (crioconservato o meno, impiantabile o meno), che ne comportasse la distruzione, si entrerebbe in contraddizione.
Se, come mi pare che qualcuno sostiene, ogni verifica circa possibilità di ricerca su embrioni crioconservati ne comporta la distruzione (salvo impianto) significa che tali ricerche non si possono fare. Ma se tale verifica è realizzabile senza la distruzione dell'embrione è accettabile.
Io interpreto così il testo.
"Il Senato (...) impegna il Governo:
a sostenere sotto il profilo finanziario, in sede di Consiglio Europeo competitività, ricerche che non implichino la distruzione di embrioni, valorizzando quindi la ricerca sulle cellule staminali adulte, comprese le cordonali;
a promuovere la ricerca scientifica avanzata tesa ad individuare la possibile produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni e a verificare la possibilità di ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili;
a sostenere le ricerche e le iniziative comunitarie che, innalzando il livello di educazione scientifica della popolazione, contribuiscano a costruire una più completa cittadinanza attiva, anche sotto il profilo scientifico, promuovendo modalità innovative di coinvolgimento attivo dei cittadini nelle scelte di carattere scientifico e tecnologico che hanno effetti rilevanti per la loro vita e per quella delle generazioni future."
"Quelli di Nìnive si alzeranno a giudicare questa generazione
e la condanneranno,
perché essi si convertirono alla predicazione di Giona.
Ecco, ora qui c'è più di Giona!"
Così risponde Gesù a chi gli chiede "un segno".
La nostra salvezza è ricostruire un cuore umile, che dimentichi i privilegi che abbiamo ricevuto.
Come gli operai dell'ultima ora, che ricevono lo stesso salario di chi ha lavorato fin dal mattino, ricostruiamo dentro di noi lo spirito umile di chi è stato salvato per grazia (letteralmente: di chi è stato graziato).
Come "quelli di Nìnive".
Preghiamo che, al momento, siano magari essi a intercedere per noi.
Sono andato ad una Messa, stasera alle 20,30, in cui si è pregato in modo speciale, anche seguendo le indicazioni dell'Arcivescovo di Bologna, Card. Carlo Caffarra, per la pace in Medio Oriente. Alla Parrocchia di Santa Maria Annunziata di Fossolo, dentro un capannone arroventato da un'intera giornata di sole, don Davide Righi, grande esperto di Islamismo e docente alla Facoltà di Teologia dell'Emilia-Romagna, ha celebrato la Messa. Ci siamo sentiti tutti uniti al Papa nell'invocare quella giustizia e quella pace che si baceranno nella visione del Salmo.