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Vedo che Antonio Socci, un personaggio che ho sempre cercato di seguire, perché ha sempre suscitato il mio interesse, sta accrescendo la propria avversione per CL. Mi pare che Socci sia stato ciellino, anche se non sono esperto. Da tutta la sua carriera e da quello che si è letto un po' in giro mi pare, insomma, che sia stato così.
Bene, che cosa sta succedendo? Hanno litigato per motivi editoriali? C'è qualche appalto contrastato? I politici amici hanno sparigliato le amicizie?
Cerchiamo di non affondare il coltello nella piaga, e speriamo in una totale riappacificazione.
Comunque, noto che "stranocristiano" ha cambiato nome.
Non so se il motivo sta tutto in quell'interesse speciale che sta sviluppando per le cose universitarie. Di fatto, non usare più quel nome significa allontanarsi dall'origine socciana. Ricordo i bannerini di vari simpatici blog, del tipo "Socci's fan blog", o l'indimenticabile e tenero "Blog di matrice socciana". Spero che lo spirito di corpo non prevalga sulla stima per un giornalista che mi pare stia dimostrando, quanto meno, una particolare indipendenza, se si pensa ai contrasti proprio con tanti suoi compagni di cammino.
Ho ricevuto questa triste testimonianza da amici di sicura affidabilità.
Palestinesi, un'inedita (che nemmeno gli israeliani conoscono).
Durante il periodo dell'Intifada (negli anni '85-'95 circa) un giovane tedesco si occupava, in alcune parrocchie palestinesi, di intrattenere i giovani, aiutandoli ad avvicinarsi al Vangelo. In tal modo si guadagnò la loro fiducia e le loro confidenze. Eccone una.
Di frequente, sull'imbrunire, nei villaggi palestinesi entravano dei soldati dell'esercito israeliano. Afferravano alcuni adolescenti che giocavano sulle strade e li obbligavano a chiamare i loro amici facendoli uscire dalle proprie case. Radunata una quindicina di ragazzi, li portavano in caserma. Qui venivano obbligati a firmare la dichiarazione di essersi resi colpevoli di aver lanciato dei sassi contro i soldati, e così erano fermati in carcere finché la loro famiglia non avesse sborsato la somma di 600 shekel (allora circa 400 mila lire) per ciascuno. Tale somma era pari all'ammontare dovuto ad un avvocato per iniziare un'eventuale azione legale, che le famiglie, data la loro consueta povertà, non potevano permettersi. Quando qualcuno dei ragazzi, per amor della verità (di cui i cristiani erano fieri), non voleva firmare la dichiarazione di colpevolezza, veniva sottoposto ad una tortura di torsione dei testicoli (dolorosissima, che non lascia segni esteriori), cui non poteva resistere. Di questa tortura poi i ragazzi avevano timore a parlare persino ai propri genitori: in quell'ambiente il pudore è molto forte.
Oggi quei ragazzi hanno all'incirca 30-40 anni. Forse anche questi fatti hanno un peso sulle bilance del conflitto palestinese.
Mi permetti di non rivelare il nome dell'allora giovane tedesco? Grazie.

Ma ecco tutti che dicono a Socci, lo straniero, l'anomalo: "Ma perché fai così?".
La linea è già stata decisa.
Come sempre, si va dove spira il vento.
Quindi, è un buon segno.
Prevedo un'accoglienza trionfale per il ministro Bersani. E tanti saluti a Silvio.
Se va recuperato e valorizzato il senso della domenica come giorno festivo, come trascurare la necessità di verificare la qualità “festosa” delle nostre liturgie, momento centrale, culmine e fonte della vita in Cristo?
Quante Messe purtroppo stentano ad essere segno festoso di una vita rinnovata e salvata, di una realtà capace di ridare senso e pienezza alla nostra esistenza frammentata, dispersa e aggredita dalle mille seduzioni del male?
Eppure, quale scuola c’è, migliore della liturgia, nell’insegnarci che la fede stessa si nutre dell’incontro orante col Signore, nell’assemblea dei fedeli? Che non esiste momento paragonabile, per la vita di fede, di quello in cui la comunità celebra i misteri della sua stessa storia, nel rinnovarli e riviverli in un incontro che la edifica continuamente nella gioia?
Se comunemente è ormai superata la percezione dell’assemblea festiva come precetto da assolvere, perché, però, ancora ci capita di partecipare a celebrazioni smorte, ingabbiate nell’abitudine di qualcosa di “dovuto”, in cui non traspare una vita di comunità, un tracciato in cui i presenti si riconoscano, e colgano risonanze con la propria vita reale?
E poi, perché tante Messe a norma di “foglietto”, con la preghiera dei fedeli solo e sempre presa da lì, che è come
Ma se è vero, purtroppo, che la cultura, intesa come terreno di esperienze e di coscienze comune, è ormai talmente irriconoscibile da sembrare incapace di informare di sé la liturgia, almeno da noi (ché, pare, in altri continenti la situazione è totalmente diversa), rimane altrettanto vero che questa può attingere a inesauribili patrimoni di sapienza e di arte che possono sostenerla in ogni difficoltà.
“Serve una liturgia insieme seria, semplice e bella, che sia veicolo del mistero” scrivono i vescovi negli “Orientamenti pastorali”, richiamando alla stesso tempo alla necessità di una robusta preparazione da parte dei fedeli, attraverso la pratica della lectio divina e l’assiduo contatto con la Bibbia.
Modello perfetto di incontro, e di incontro anche liturgico, col Salvatore rimane la Vergine Maria, che, non a caso spesso raffigurata nell’atto di meditare le Scritture, sa riconoscere e accogliere lo sguardo del Padre nella sua vita, aprendosi all’azione dello Spirito che la rende Colei che presenta e dona al mondo il Signore. Esattamente come dovrebbe essere per ciascuno di noi (preti compresi), soprattutto all’uscita da Messa.
In Italia i contribuenti che dichiarano più di 200.000 Euro sono 17.000.
I possessori di barche superiori ai 17 metri sono 65.000.
(dati tratti da: Edmondo Berselli, "Le corporazioni che temono la vendetta della sinistra", la Repubblica, 8 agosto 2006)
Un altro articolo sul tema del dialogo fra i poli, e in particolare fra i cattolici dei poli, e il relativo ruolo di CL, che si chiarirà al Meeting di Rimini.
"la felicità è un luogo del cuore più che della geografia" (Renato Farina)
Ma che vogliono fare, adesso? Gli accordi con gli imbroglioni?
"Ieri il governo Prodi ha stabilito un nuovo diritto: quello di invaderci." (Renato Farina)