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sabato, 30 dicembre 2006
Croce o forca? Dettagli tecnici.

Non dimentichiamoci mai che Gesù Cristo è stato condannato a morte e giustiziato.
Il suo seguace vede in ogni giustizia umana, da quel giorno, il suo inesorabile limite.

Postato da: laparola a 19:18 | link | commenti (5) |

venerdì, 29 dicembre 2006
Una fede condivisa

Apprendo da "la Repubblica/Bologna" che l'Arcivescovo Card.Caffarra ha preparato un breve messaggio augurale da consegnare, a cura delle Parrocchie, alle famiglie islamiche della Diocesi, in occasione delle benedizioni pasquali. In esso sta scritto:

"La benedizione pasquale ricorda che ci stiamo avvicinando alla Pasqua, la festa più grande per i cristiani, che credono in Gesù  Cristo, figlio di Dio, nato da Maria, morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini. La visita del sacerdote vuole essere anche un augurio di bene per tutti, particolarmente per voi con cui condividiamo la fede nell'unico Dio creatore dell'uomo e dell'universo".

Postato da: laparola a 08:10 | link | commenti (1) |

mercoledì, 27 dicembre 2006

Lo dico con smarrimento: il linguaggio generale con cui la Chiesa in Italia, oggi, comunica alla “gente”, è inadeguato alla sensibilità e alla capacità della gente stessa.
In questo giocano anche fattori non di responsabilità della Chiesa, naturalmente, come i pregiudizi, la propaganda anticristiana e soprattutto il clima di ateismo pratico che domina la nostra società.
Questo non toglie, a mio avviso, la necessità, da parte della Chiesa, di una rivoluzione e di una purificazione socio-linguistica.

Postato da: laparola a 11:33 | link | commenti (2) |

Eticismi

In questo pretendere dalla Chiesa comportamenti esemplari che normalmente non si pretendono da nessuno, come se la Chiesa dovesse avere nel suo DNA la prerogativa e il debito della perfezione, chissà che non sia nascosta la persuasione, da parte di tanti non credenti, che in effetti la Chiesa possa e debba averli, perché portatrice di qualcosa di più alto!
Una segreta convinzione, una taciuta certezza.
Altrimenti, che senso avrebbe?

Postato da: laparola a 07:35 | link | commenti |

domenica, 24 dicembre 2006
Buon Natale

Postato da: laparola a 18:33 | link | commenti (2) |

sabato, 23 dicembre 2006
Analogie

"Concludiamo quindi la battaglia iniziata..., eseguendo la sentenza." (dal Comunicato n°9 delle Brigate Rosse - 5 maggio 1978)

Postato da: laparola a 15:59 | link | commenti |

Diritti? Civili?

I sacramenti e le celebrazioni liturgiche non sono “diritti civili”, ma momenti della vita della Chiesa. Non c’è il “diritto” di “avere” il Battesimo del bambino, il “diritto” di “avere” la celebrazione del Matrimonio cristiano, il “diritto” di “avere” la Cresima, le esequie, al di fuori della fede cristiana vissuta nella Chiesa, che è la comunità dei credenti.
I preti non sono funzionari pubblici che devono eseguire ciò che il “cittadino” esige, sulla base, appunto, di “diritti”, o del semplice fatto che “paga”. La Chiesa, di cui essi sono ministri (in liguaggio profano si potrebbe dire “funzionari”) è una comunità di altro tipo, che ha regole diverse.

Postato da: laparola a 11:40 | link | commenti (11) |

giovedì, 21 dicembre 2006
Piergiorgio Welby

Col capo chino, esprimo rispetto per l’uomo, confidando nelle “gran braccia” della bontà divina.
Con gli occhi aperti, guardo ai maldestri ma necessari tentativi degli uomini di regolare con le leggi i misteri della vita.
Mi ritraggo con orrore di fronte al gesto di chi procura la morte.

Postato da: laparola a 16:04 | link | commenti (14) |

Identità cristiana

L'identità cristiana?
L'amore al nemico, l'amore al diverso.
La missione? Farsi poveri, dire con la vita "Io ho bisogno di te", divenire destinatario di quello stesso amore.
Quando il nemico ti amerà nella tua diversità da lui, l'avrai convertito.

Postato da: laparola a 09:38 | link | commenti |

mercoledì, 20 dicembre 2006
Rovesciamenti

Nella parabola del buon Samaritano, Gesù indica con chiarezza il “personaggio positivo” nell’uomo che prova pietà, e cioè il samaritano, comunemente ritenuto, nell’ambiente giudaico, peccatore, impuro, nemico.
E il meccanismo narrativo di questa parabola non vuole indurre l’ascoltatore ad identificarsi col samaritano, che, alla fine, per l’appunto, si indica normalmente come “il buono”. No. Lo induce invece ad identificarsi col malcapitato (un onest’uomo di Gerusalemme, direi), amorevolmente soccorso ed accudito dal nemico, da colui dal quale non se lo sarebbe aspettato.
Che geniale invenzione!
Noi partiamo sicuri da Gerusalemme a Gerico, ricchi di tutta la nostra “religione”, con tanto di sacerdoti e di leviti, e ne usciamo malconci e svergognati.
E troveremo il samaritano a precederci, quando sarà il momento della divisione fra chi deve stare alla destra e chi alla sinistra. "Venite, prediletti del Padre mio".
Come il ricco, chiederemo ancora a lui, che siederà nel seno di Abramo, un po’ d’acqua?
“Va’, e fa’ anche tu altrettanto!”

Postato da: laparola a 10:09 | link | commenti |





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