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martedì, 24 aprile 2007
dolce e "giusta"

Ho trovato particolarmente dolce e "giusta" questa risposta di un sacerdote bolognese che intrattiene un dialogo con molte persone attrevso una rubrica sul "Resto del Carlino".
Il tema (indovinate) è quello del matrimonio e delle convivenze.

Postato da: laparola a 16:14 | link | commenti (2) |

lunedì, 23 aprile 2007
La Bibbia senza sosta

Il sito di "La Bibbia senza sosta", progetto di lettura continua della Bibbia in sette giorni, già sperimentato in Francia e, in Italia, recentemente, a Mantova.

Postato da: laparola a 14:53 | link | commenti (4) |

Ma guarda un po'

"Giuliano Vigini nel libro “Sant’Agostino”, che ha la prefazione proprio di Joseph Ratzinger, scrive che quella “unione di fatto ottiene il risultato di porre un freno al dilagare delle passioni amorose di Agostino e diventa un elemento equilibratore nella sua vita affettiva”. Nel 1998 il senatore Andreotti, presentando con il cardinal Ratzinger un libro sull’attualità di sant’Agostino, disse: “Mi ha colpito una cosa leggendo l’Enciclopedia Cattolica: laddove si parla di Sant’Agostino si dice testualmente che, quando andò a Cartagine, questo giovane diciassettenne ‘si piegava a una certa regola, unendosi senza matrimonio, con una grande fedeltà, alla donna madre del suo figlio’ ”. "
(Antonio Socci - Libero, 21 aprile 2007)

Postato da: laparola a 08:47 | link | commenti (4) |

mercoledì, 18 aprile 2007
Lasciatelo stare

Postato da: laparola a 10:34 | link | commenti (5) |

lunedì, 16 aprile 2007
per famiglia si intende

“Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.”
Queste parole stanno all'art.4 del DPR 30 maggio 1989 n.223 “Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente" emanato da Francesco Cossiga.
Non ricordo le battaglie, che certamente ci furono, a quei tempi, per evitare la confusione fra ciò che è famiglia e ciò che non lo è.

Postato da: laparola a 16:33 | link | commenti (12) |

venerdì, 13 aprile 2007
Chinatown

- Si può parcheggiare in doppia fila?

- Dipende.

Postato da: laparola a 11:43 | link | commenti |

mercoledì, 11 aprile 2007

Una buona notizia.

Postato da: laparola a 21:14 | link | commenti (2) |

martedì, 10 aprile 2007

“L’intervento. Dico, la Nota della Cei è impegnativa”
di Giuseppe Mazzoli*
(da “Bologna7 – Avvenire”, 8 aprile 2007)
 
Riparto dalla Parola per dire di no ai Dico sulla scia della recente Nota della Cei. Nella Parola, S.Paolo introduce il concetto di «concupiscenza», e la Lettera di Giacomo lo approfondisce: ma che cos’è la concupiscenza? È la legge della diffusione del male in una vita, e di conseguenza, in una società; nella nostra società! Si dice: ma questo non può fare male, e poi, man mano, da «poco male» diventa un «male incontenibile». La concupiscenza è la vita di peccato: parte sempre dal poco per conquistare tutto l’uomo. In fondo in questo modo sono partiti anche i grandi totalitarismi del 20° secolo.
Pochi davano credito ad alcuni pazzi, che hanno poi cercato di conquistare il mondo. E ancora la storia si ripete nella proposta dei Dico: gruppi di minimalisti sottacciono il rischio di disgregazione della società. Lo sappiamo tutti che dietro ai Dico c’è la demolizione della famiglia, il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, un domani chissà, il ritorno della poligamia, ecc. Non è quindi una scelta di libertà, ma solo una scelta di comodo, fatta da qualcuno che, pur di non perdere la poltrona, vende gli ideali in cui crede e dimostra di non avere alcuna progettualità sociale; se infatti ci fosse un progetto di famiglia ci sarebbero azioni a sostegno della stessa: ora invece si va avanti navigando a vista, dando un colpo al cerchio (i Dico) ed un colpo alla botte (un po’ di assegni familiari). Ma la cosa che più mi meraviglia sono le asserzioni dei nostri cattolici impegnati in politica che, mio malgrado, anch’io ho votato: «Questa proposta di legge è per i più deboli». Io cerco sempre di stare dalla parte dei più deboli, ed in questo frangente penso sempre ai piccoli. Chiediamolo ai figli che non avranno papà e mamma, ma un Dico ad educarli. Cosa ne pensano? La loro dignità e promozione umana sarà accresciuta? C’è chi sogna poi una «Chiesa che si occupa delle cose di Dio e del cielo»: ora io, indegnamente, faccio parte della Chiesa e, da quando la conosco, ho sempre visto che si occupa dell’uomo. Non di molto altro, se non di come elevare il mio povero uomo a Dio. Ed a me questa cosa ha sempre reso felice. Mi ha insegnato ad amare Dio nel suo figlio Gesù. Io non sogno niente di meglio. E se la Chiesa deve intervenire, io dico purtroppo, è perché non ci sono più cattolici impegnati in politica coerenti, capaci di portare avanti la dottrina sociale della Chiesa. C’è un tempo per parlare ed un tempo per tacere dice il Qoelet: se non parlano i cattolici impegnati in politica, nel richiamare la verità, qualcun altro lo deve fare.
Ora questa battaglia va fatta come tutte, e sarà vinta dalla Verità, dal Verbo, o dal diavolo, ed in quest’ultimo caso saremo tutti perdenti. Rimane però una considerazione fondamentale: la necessità che noi cattolici siamo di più e meglio, «testimoni».
Ci diceva Savino Pezzotta nell’incontro da noi organizzato sull’educazione, che il nostro modello di famiglia, deve risultare appetibile, deve essere più bello di quello che propongono i non credenti.
Ora, forse, non basta dire di no ai Dico, bisogna anche testimoniare che le famiglie della comunità cristiana sono più belle delle altre, e questo è possibile, come già ci dice l’evangelista Luca negli Atti degli Apostoli, e l’autore anonimo nella «Lettera a Diogneto», solo con la «vita di comunità», solo mettendo tutto in comune, solo rinunciando alla effimera privacy, solo dando «tutto a tutti», sia all’interno che all’esterno della famiglia. Allora non ci sarà più nessuno che neanche proporrà i Dico, e non avremo battaglie da condurre, ma solo felicità da condividere.
* Presidente dell’ associazione familiare «Il Vino di Cana» (www.ilvinodicana.it).
 
Mia lettera a “Bologna7”
 
Caro "Bologna7", ho letto con interesse l’intervento di Giusepe Mazzoli sui “Dico”, pubblicato nella prima pagina di “Bologna 7”.
La Nota CEI, sulla scia della quale si muove la riflessione, però, non parla con chiarezza del disegno di legge governativo. Essa si riferisce, più in generale, a disegni “che intendono legalizzare le unioni di fatto”, giudicandoli inaccettabili e pericolosi. Fra i vari disegni di legge presenti sulla materia, però, quello dei “Dico”, cioè quello del governo, non legalizza le unioni di fatto, limitandosi ad attribuire diritti e doveri a specifiche situazioni. Mi chiedo perché, se la CEI avesse voluto veramente esprimersi contro il ddl governativo, non l’abbia fatto con chiarezza. Forse è proprio perché i Vescovi, una volta data l’impegnativa indicazione pastorale, lasciano alla coscienza dei fedeli laici il compito di tradurla (anche con pluralità di accenti) nella concretezza dell’azione sociale e politica. Una cosa, questa, che è stata fatta nell’articolo pubblicato dal nostro settimanale diocesano, nel quale mancavano, ma erano lasciati come in filigrana, nomi e cognomi di note personalità di governo. Sottolineo la grande importanza dello spirito “propositivo” col quale gli organizzatori del “Family Day” hanno deciso di impostare la loro iniziativa. E’ giusto sostenere con forza le ragioni della famiglia fondata sul matrimonio e il suo fondamentale ruolo sociale, sia nell'azione sociale e politica sia, naturalmente, nella vita personale.

Postato da: laparola a 08:55 | link | commenti (7) |

venerdì, 06 aprile 2007
Lo dice il Pentagono

"Il regime di Saddam Hussein non collaborava con Al Qaeda prima dell'invasione americana in Iraq. E le prove sui presunti legami tra la rete terroristica di Bin Laden e il regime baathista di Saddam sono scarse, se non del tutto inconsistenti. E' questa la conclusione di un rapporto del Pentagono appena desecretato di cui riferisce oggi il Washington Post."
(da "repubblica.it")
La prima pagina del W.P.

Postato da: laparola a 12:30 | link | commenti (5) |

Follie

Il nostro amato Antonio Socci spara un titolo ad effetto: "Follia in Vaticano". C'è da rimenere allibiti. Cosa sarà successo? Qualcuno ha parlato bene di Martini? Qualcuno ha concesso diritti editoriali ad una casa editrice avversaria? No, niente di tutto questo: il motivo della diagnosi psichiatrica contro la Santa Sede sta nel fatto che ad una presentazione del volume di prossima uscita di Benedetto XVI, dedicato a Gesù di Nazareth, è stato invitato a partecipare nientemento che Massimo Cacciari. Socci spiega, più avanti, che l'illustre filosofo veneziano non sarà peraltro solo, in questa presentazione, ma si troverà al fianco nientemeno che del cardinale di Vienna Schoenborn e del valdese professor Garrone. Il tutto coordinato nientemeno che dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Lombardi. Alla fine l'occasione mi pare improntata ad una sufficiente ufficialità, per immaginare che Cacciari si sia autoinvitato. E questo Socci lo capisce. Per cui dà del "folle" a chi si è inventato un tale commentatore.
E giù a citare le parole, paroline e parolette poco rispettose che Cacciari ha scritto negli anni su fatti e fatterelli riguardanti il Papa e che a lui (Socci) non sono andate giù.
Il fatto più trementamente scandaloso, poi,  dev'essere stata una certa propensione, evidentemente non dissimulata, del filosofo, ai tempi del conclave, per il cardinal Martini. E qui continua la guerra privata del soldato Socci, che, essendo a suo tempo stato rimproverato dal suo Arcivescovo, si porta avanti il proprio personale rancore, smentendo nei fatti quanto dichiara nella propria biografia web, e cioè di sentirsi tranquillo e sereno. In realtà le sue parole sono un po' più colorite, parlando di se stesso in terza persona: "se la ride e aspetta a pie’ fermo la scomunica della curia progressista per reato d’opinione". Fantastico, sorrisini della compagnia.
Io ricordo che alla presentazione di "Perché la Chiesa" del compianto Giussani, a Bologna, al fianco del Cardinale Caffarra, c'era Alain Elkann, che non è propriamente un intellettuale, e che non è neanche battezzato. Figuriamoci. A parlare della Chiesa. In una sala stracolma di ciellini, in un incontro su un libro di Giussani, organizzato, mi pare, dal Centro Manfredini e da "Bologna rifà scuola" (note accolite di Adelphiani). E si beccò pure i suoi applausi, oltre ai cortesi apprezzamenti del Cardinale. Follia a Bologna, oltre che in Vaticano. Dove ancora?

Postato da: laparola a 09:28 | link | commenti (6) |





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