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Sono contento che questa sera la RAI trasmetta il disprezzabile documentario BBC. Lo sono per un semplicissimo motivo: l'amore per la verità. Io ho già visto il filmato su internet (solo in parte, lo confesso: era noioso). Come me immagino che tantissimi abbiano fatto. Ma che anche dalla RAI ora chiunque possa rendersi direttamente conto di che cosa si trattava, penso che sia un'occasione che non danneggi la Chiesa, figuriamoci; anzi, mi sa che alla fine il risultato potrebbe essere l'opposto, ché il famoso filmato, pur confezionato con perfida scaltrezza, mostra facilmente il proprio intento, che non è quello di chiarire la verità, ma di dare addosso al Vaticano e all'attuale pontefice.
Mi auguro, naturalmente, che nella trasmissione il filmato venga presentato e commentato da persone veramente competenti che possano chiarire il tema affrontato e anche giudicare il modo in cui il filmato stesso lo affronta. C'è comunque da chiedersi se il successo mediatico del programma, indotto in Italia da vari siti internet portati allo scandalismo, sia stato un motivo sufficiente per il suo acquisto da parte della RAI e per la sua trasmissione, come, in pratica, se si trattasse di un documentario di valore in sé, mentre più che altro lo è come esempio di cattivo giornalismo "a tesi", e come tale andrebbe commentato.
Ma così non sarà. Immagino che il filmato verrà trasmesso pressoché integralmente, senza commenti, e che alla discussione, ovviamente più noiosa che il filmato stesso, verrà riservata la seconda parte del programma, in cui, per "par condicio", ai critici, pieni di documenti che potrebbero fare a pezzi il pamphlet britannico, verranno contrapposti personaggi come il mitico Odifreddi, che stanno lì unicamente per fare propaganda anticattolica. E sarà un'altra occasione persa.
Probabilmente, in casi come questo, sarebbe meglio evitare il "dibbattito" fra un prete e un anticlericale. Si sa già come va a finire, perché si viene a creare un semplice scontro fra opposte tifoserie; piuttosto, occorrerebbe avere "tecnici", da un lato di diritto canonico, e dall'altro di giornalismo televisivo. Ma è inutile: qui da noi ci si diverte con lo scontro. Si arriverà ai cazzotti. E poi tutti da Bruno Vespa.
Festival biblico a Vicenza. "I tempi delle Scritture"
"...a Verona vince un leghista trinariciuto conosciuto per essere andato ad una seduta del Consiglio Comunale con un leone al guinzaglio esclamando “el leon el mangia el teron” e a Monza a festeggiare il nuovo sindaco c’è Paolo Berlusconi in persona, proprietario dell’area detta “Cassinazza” ora – probabilmente – finalmente edificatoria, dopo cinque anni."
(da "carnesalli")

Una bella iniziativa, che porterà la Commedia divina più vicino a quella umana.
Ho letto un articolo che riferisce della giornata di ieri alla Conferenza Nazionale della Famiglia che si svolge fino a domani a Firenze, promosso dal Ministro delle Politiche per la Famiglia. Mi è piaciuto l'intervento del Presidente Napolitano, e anche quanto detto dal Ministro Bindi.
"I deboli hanno bisogno di violare le norme per emanciparsi? Una sciocchezza clamorosa"
"Ovunque non c'è rispetto della legge, il debole soccombe e vince sempre il più forte. Questo, a sinistra, non tutti l'hanno ancora capito."
(Sergio Cofferati, sindaco)
Fra l'energumeno che pretende di viaggiare gratis con la ridicola argomentazione che va a vedere una partita di calcio, e l'utente delle ferrovie che deve viaggiare in carrozze devastate e luride, chi è il debole e chi è il forte? E una sana cultura di sinistra da che parte sta?
Per questo le parole e le recenti posizioni di Sergio Cofferati a me sembrano interessanti perché intervengono su un nodo tematico di grande significato: la convivenza civile e le sue regole come premessa di una cittadinanza serena.
A Bologna questo problema lo viviamo, lo sanno tutti. Certo, ci sono quelli che, a causa di queste sue prese di posizione, il voto a Cofferati non glielo ridaranno.
Ma, dico io, se riesce a combinare qualcosa su questi punti, quanti ne potrebbe guadagnare?
E, alla fine, qual è l'area sociale da garantire? Quella dello "Street Rave Party" o quella dei cittadini che chiedono tranquillità?
Suggerisco la lettura dell'articolo di Massimo Introvigne dedicato alla questione del ben noto documentario della BBC.
Riporto da "Giona" questo breve articolo, che mi è sembrato chiaro.
Rispetto all'ipotesi che Santoro mandi in onda il filmato BBC, che dire? Lo può fare benissimo, ma, visto che il filmato pare non essere all'altezza della sua professionalità di giornalista, la sua messa in onda o viene accompagnata da un commento che lo illustra criticamente, o risponde ad altre logiche.
Il "Crimen sollicitationis"
Nel 2006 la BBC produsse un videoservizio le cui tesi principali erano che la Crimen sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta per tutti gli abusi, e che Joseph Ratzinger avrebbe imposto per 20 anni - in linea con la Crimen sollicitationis - la copertura dei casi di abuso commessi da preti. Il documentario della BBC fu apertamente e tempestivamente sconfessato dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò la Bbc a "vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell'attaccare senza motivo Benedetto XVI" [qui l'articolo sul Telegraph].
Recentemente il sito Bispensiero, ha sottotitolato in italiano l'inchiesta della BBC e l'ha caricata su Video Google, dove è divenuto uno dei video più consultati, e Beppe Grillo ha rilanciato. Su Repubblica è apparso il 17 maggio un articolo in cui, dopo aver parlato del documento del 1962, si scrive - nel capoverso successivo - che "il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità".
Le affermazioni di Repubblica appaiono scarsamente comprensibili, visto che - come era immaginabile e come si può facilmente desumere dalla sua biografia - nel 1962 Joseph Ratzinger era insegnante a Bonn, e fu nominato Cardinale il 27 giugno 1977.
Di più. Andrea Galli il 19 maggio, su Avvenire, osservava tra l'altro - a prova che la Crimen sollicitationis non fosse concepita per celare gli abusi - come (al punto 15.) questa obblighi chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto (in confessione)
Basta leggersi la "Crimen sollicitationis" (ad esempio nel sito della BBC, od in quello della CBS dove se ne trova la traduzione inglese ed il testo in latino) ai paragrafi 15, 16 e 17 per avere conferma delle affermazioni di Galli. Appare invece appropriata la segretezza in fase di istruttoria, quando accuse gravissime potrebbero poi dimostrarsi false.
Ed ovviamente il processo canonico non esclude un processo civile. "Questo documento non impedisce le investigazioni da parte delle autorità civili nè è uno strumento per celare, come il programma (della BBC) insiste a dichiarare" aveva affermato l'Arcivescovo Nichols nel citato articolo sul Telegraph.
La notizia, di ieri, è che Michele Santoro vuole mandare in onda il video della BBC. Naturalmente continuiamo a chiederci come mai questi tristissimi crimini sembrino (sui media) essere esclusivo appannaggio di membri della Chiesa cattolica: non viene proprio nessun sospetto alle anime belle che - in nome della giustizia naturalmente - fremono per utilizzare l'accetta mediatica in casi di questa complessità?
Millecentocinquanta denunciati, tutti in una sola cittadina di circa 21.000 abitanti, per lo stesso reato: truffa e falso ideologico di privato in atto pubblico.
Autocertificavano al servizio sanitario un reddito inferiore ai 12.000 Euro per godere della esenzione del ticket sanitario, mentre il reddito reale era superiore.
Per due di essi, imprenditori, il reddito reale era di oltre 500.000 Euro.
Ma dove? Ma chissà dove, tutto ciò?