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giovedì, 28 giugno 2007
Sex crimes...

Ho trovato una ottima raccolta di documentazione sulla vicenda del famigerato video della BBC "Sex crimes and the Vatican" sul sito di Luciano Giustini. Lo segnalo.

Postato da: laparola a 09:17 | link | commenti (6) |

mercoledì, 27 giugno 2007
Padroneggiare l'argomento e le virgole

A giudicare dall'uso delle virgole, assai, come dire, disinvolto, l'argomento deve avere confuso l'articolista.

Postato da: laparola a 11:10 | link | commenti (2) |

giovedì, 21 giugno 2007
Diritto costituzionale

"Non vuoi lasciarmi giocare? E io lo dico con la mamma!"

"Pierino, lo sai che tocca a lui giocare!"

Pierino si ritira in camera col grugno e dichiara ai giornalisti: "Attendo una risposta!"

Postato da: laparola a 08:45 | link | commenti (4) |

lunedì, 18 giugno 2007
Nel profondo

"Ha vinto Berlusconi. Ha perso il Paese... Mi rendo conto che Berlusconi interpreta meglio di tutti la pancia del Paese, che lui e questo Paese si somigliano nel profondo." (Bruno Tabacci)

Postato da: laparola a 09:57 | link | commenti (8) |

venerdì, 15 giugno 2007
Romano e Sergio

"Stare fermi" o "essere fermi"?

Postato da: laparola a 11:13 | link | commenti (2) |

giovedì, 14 giugno 2007
Potrebbero pagare le tasse, mi consentano?

«Siamo convinti del fatto che per combatterla (l'evasione fiscale, ndr) si debba ridurre la pressione fiscale, avere aliquote giuste affinché i contribuenti siano onesti» (Silvio Berlusconi, 14 giugno 2007).

Leggevo ieri che se gli imprenditori italiani pagassero il dovuto (io so distinguere il dovuto dal giusto, e l'onestà la misuro sul dovuto, e non sul giusto) la tassazione potrebbe anche scendere del 10%, avvantaggiando soprattutto il popolo del reddito fisso, che, secondo ciò che Berlusconi intende per "onestà", è "onesto" per forza.

Comunque, mi sembra curiosa l'idea che chi ha il coraggio di sottrarsi al fisco nel molto, lo rispetti nel poco.

Postato da: laparola a 16:31 | link | commenti (20) |

"Avvenire" e Bush

Ho letto con vivissimo interesse l'editoriale di Luigi Geninazzi sulla prima pagina di "Avvenire" di domenica 10 giugno, di cui riporto alcuni passi, con neretti miei.

"Molte cose sono cambiate da quando, nel 2003, un mese prima dell'attacco militare contro l'Iraq, il portavoce della Casa Bianca disse sprezzantemente che Bush «non si sarebbe fatto condizionare dalla Santa Sede», cioè da Giovanni Paolo II contrario all'intervento bellico. Oggi l'Iraq ed il Medio Oriente sprofondano nella guerra civile e restano in cima alle preoccupazioni del Vaticano, con particolare riguardo alle «critiche condizio ni in cui si trovano le comunità cristiane», ha ricordato il Papa nel suo colloquio con Bush.
«Non c'è nulla di positivo che viene dall'Iraq insanguinato», aveva detto Benedetto XVI a Pasqua di quest'anno. In Medio Oriente la democrazia non cala dall'alto con le bombe, si costruisce «con una soluzione negoziata dei conflitti e delle crisi che travagliano la regione», ha detto il Pontefice al presidente americano. Una chiara presa di distanza dalla dottrina Bush, fondata sull'interventismo unilaterale e finita in un tragico solipsismo.
Certo, il leader della Casa Bianca può vantare molti punti di convergenza importante con il capo della Chiesa cattolica sul terreno cruciale della difesa della vita e della famiglia (pochi giorni fa aveva annunciato il veto alla legge che intende liberalizzare l'utilizzo delle cellule staminali dell'embrione per la ricerca scientifica). Questo tuttavia non elimina le riserve vaticane nei confronti della sua strategia internazionale. Il presidente americano vuole esportare la democrazia in tutto il mondo (con esiti gravi, per il momento) ma dal Papa gli è giunto un richiamo alla sobrietà. Se gli Stati Uniti vogliono avere un ruolo guida, allora si mettano a capo di una grande campagna «contro la sofferenza nel mondo», impegnandosi a combattere la fame, le malattie e la povertà che assediano tre quarti del pianeta.
«Il Papa ce lo ha chiesto e noi lo faremo», ha promesso Bush nel corso della tavola rotonda con gli esponenti della comunità di Sant'Egidio. Non sarà una guerra-lampo ma forse farà avanzare un po' più la democrazia nel mondo."

Postato da: laparola a 16:06 | link | commenti |

martedì, 12 giugno 2007
Gustavo II

Pare che il signor Gustavo abbia dichiarato di non avere detto ai medici e infermieri dell'ambulanza trovatasi indegnamente ad essergli uno scomodo ma efficiente mezzo di trasporto, di essere senatore, e quindi di non avere speso l'eccellenza della propria carica istituzionale per trarre indebito vantaggio dall'abuso del mezzo. Pare, altresì, che il personale sanitario, acciò interpellato dai suoi dirigenti, abbia in proposito affermato che il venerando personaggio effettivamente non abbia proferito verbo al riguardo, limitandosi a mostrare il proprio biglietto da visita, altrettanto eloquente, per chi anche solamente abbia una modesta consuetudine alla lettura. Non si potrà certamente dire che l'esimio abbia mentito. Vecchia simpatica canaglia.
Le sue dimissioni non sono tali. Egli si è infatti limitato a porre la sua eminente carica pubblica nelle mani del Presidente Franco Marini, il quale, come da prassi, proporrà al giudizio dell'aula il quesito: accogliere o non accogliere il nobile gesto? Anche qui, c'è una prassi, ed è che al primo voto lo si respinga. Il voto dell'alto consesso non c'è dubbio che verrà "rispettato" dal signor Gustavo, di cui, come ebbe a dire, riferendosi ad altro, l'Eminentissimo Cardinale Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, i cittadini "sanno bene che cosa pensare". 

Postato da: laparola a 22:34 | link | commenti (3) |

lunedì, 11 giugno 2007
Gustavo

Peccato. Una così brava persona. E' stato un gesto inconsulto, forse ha perso la bussola. Si è giustamente dimesso. Certo, farsi definire "bullo senile" da Alessandra Mussolini non è il massimo.

Postato da: laparola a 18:09 | link | commenti |

venerdì, 08 giugno 2007
Non era un prete

Una notiziola da Foggia: un ragazzo di 13 anni malmenato e violentato ai giardini finisce all'ospedale. Il colpevole, arrestato, è stato praticamente messo in salvo dai carabinieri, perché rischiava il linciaggio.
Non era un prete cattolico, era un rom serbo.
Sarà certamente un caso isolato, in mezzo a quella brava gente.

Postato da: laparola a 10:40 | link | commenti |





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