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giovedì, 30 agosto 2007
Il mobbing non è reato

E che notizia è? Intanto si tratta di una sentenza della Cassazione, e, mi pare, la Cassazione si pronuncia su casi singoli (o meglio, non sul merito dei casi singoli, ché per questo ci sono i primi due gradi, quanto sulla legittimità delle singole sentenze). E poi, i reati si desumono dal codice penale. Se nel codice penale non c'è, non è reato. Dove sta la notizia? In altri casi, in cui magari la dipendente donna ha subito molestie o ricatti di natura sessuale, c'è reato. Nel caso di cui si tratta, peraltro, pare che la Cassazione abbia previsto la possibilità di un risarcimento danni in sede civile, e forse questa sarebbe stata la strada migliore da percorrere, per la ricorrente.
La Cassazione non può fare le leggi: le fa il Parlamento. Per fortuna non le fa nemmeno la stampa.

Postato da: laparola a 14:33 | link | commenti (4) |

martedì, 28 agosto 2007
Per risanare il sistema giudiziario

Si va verso la fine della giustizia amministrata “in nome del popolo italiano”. E’ sufficiente che chi delinque se la veda col danneggiato.
“Chiedo perdono”.
Al che si aprono due prospettive, ambedue molto in favore di telecamere fameliche.
Caso 1 – Perdono concesso
Il reato si estingue e il colpevole, illuminato dalla grazia, se ne va libero spargendo profumi misteriosi, compare nei talk show e al suo passaggio gli si chiedono autografi. Il danneggiato, in odore di santità, scrive un instant book di successo dal titolo “Guarire con il perdono”.
Caso 2 – Perdono non concesso
La giustizia “tradizionale” fa il suo stanco corso, ben presto dimenticato dalle cronache. Dopo vari anni arriva la sentenza, che non interessa più a nessuno. Sugli schermi dei tg, un praticante col microfono in mano insegue una nuova vittima: “E, mi dica: potrà mai perdonare?”

Postato da: laparola a 09:11 | link | commenti (5) |

lunedì, 27 agosto 2007
Salsicce e fucili

Umberto Bossi è un uomo degno di rispetto umanamente, come tutti, ma politicamente e, direi, anche civilmente, è un fenomeno da baraccone, degno protagonista della coalizione di centrodestra il cui leader è Silvio Berlusconi. Visto che i dirigenti della Lega, da Bossi presieduta, hanno applaudito le sue ultime sortite, potrebbe essere Berlusconi a dire una parola chiara di presa di distanza. Potrebbe essere un atto di dignità politica che credo potrebbe addirittura essergli di vantaggio.
Ma forse la politica in Italia è stata ridotta a baracconata televisiva, dove vince chi urla di più e chi le spara più grosse. Un linguaggio che io rifiuto.

Postato da: laparola a 13:30 | link | commenti (6) |

Claudio Chieffo

La notizia della morte di Claudio Chieffo mi colpisce come quelle che costringono a ripescare brani della propria vita.
E’ stato così, per me, perché è stato soprattutto sulle note delle sue canzoni che ho imparato a suonare la chitarra e a guidare cori giovanili, in tante e tante esperienze di gruppo. E credo che questa sia stata un’esperienza molto comune.
CL non c’entra niente, almeno in senso esplicito e diretto. C’entra la Chiesa, quella sì, certamente, nel cui seno anche le sue canzoni sono state uno strumento di riflessione e di crescita, magari in mezzo a tanti limiti e difetti, innanzitutto miei.

Postato da: laparola a 11:07 | link | commenti |

venerdì, 03 agosto 2007
i pericolosi e gli innocui

Un pericoloso deficiente
 
Il Procuratore capo di Bologna De Nicola ha deciso di non ravvisare (sic, ndr) alcun elemento di vilipendio alla religione nella iniziativa di una mostra intitolata “La madonna piange sperma”. Ha motivato la decisione dicendo di aver studiato teologia in alcuni fine settimana (sic!) e di aver capito che poiché Maria non è una divinità e non era stato colpito un oggetto di culto, tale vilipendio non aveva luogo. Naturalmente la Madonna se la ride dei codici e dei loro tristi custodi, e di coloro che pensano di affidarsi ad essi per onorare il Suo nome. Però la decisione di De Nicola –che naturalmente si proclama per l’occasione “laico”- è tutt’altro che una boutade da pallone gonfiato. Così facendo, il grigio custode della sua poltrona (già doveva essere in pensione ma non molla, anche se era ad applaudire Veltroni che auspica il ricambio generazionale) fissa che il sentimento religioso non esiste se non quello (sic, ndr) che comprende lui nei fine settimana da teologo, che i nomi sono solo nomi e non si riferiscono concretamente a nulla, e che se si può intitolare una iniziativa in quel modo pure finanziata coi soldi pubblici allora si può dire di tutto (meglio coi soldi pubblici). E allora, in attesa che altri comincino e continuino, cominciamo noi: De Nicola è un deficiente. (compito per il fine settimana prossimo da linguista del giudicozzo: deficiente non è un’offesa ma un aggettivo, De Nicola non è un procuratore ma un nome.) Che sia pericoloso il nominalismo laicista (non laico) di tali tromboni gonfiati (sic, ndr) lo capisce chiunque ha un minimo di sale in zucca. E non pericoloso per la Madonna o per i fedeli, che son liberi da tali fesserie, ma per l’autorevolezza della giustizia.
dr
(da "Clandestinozoom")
 
DR è un genio. Naturalmente, genio è solo un sostantivo, non un complimento, e DR non è neanche un nome.
Senza offesa, quindi.
Quanto all’accaduto, la Curia di Bologna l’ha commentato da par suo. Io pensavo che bastasse. Ma c’è sempre in giro qualche solerte guardiano (sulle testate nazionali come fanno? Gli mettono il guinzaglio?), magari con gli ormoni ben carichi, che "esce al naturale" ed aizza la truppa scelta.

Postato da: laparola a 19:49 | link | commenti (2) |

giovedì, 02 agosto 2007
Ma questo Prodi...

Mi sbaglierò, ma questo Prodi... Sarà immobilismo, ma a volte mi sembra fermezza.

Postato da: laparola a 09:38 | link | commenti (4) |





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