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Ho letto solo oggi Bologna7 di domenica. Che belle le lettere di don Giovanni Nicolini e di Luigi Pedrazzi! E che sapienza, nel rispondere con mitezza e bonarietà all'aspro corsivo di domenica scorsa! Bravi! E brava la redazione di Bologna7 ad averle pubblicate. Saper rispondere con la mitezza agli attacchi. Che lezione! Io non ne sarei stato capace.
E' una pagina di gioia e una lezione di fraternità cristiana; magari imparassimo a parlarci con questo rispetto e con questa carità!
Mons. Luigi Negri, in un’intervista al Giornale del 30 marzo scorso, riproposta all’attenzione di suoi lettori dall’ottimo Giona, dopo aver definito “surreale” l’opinione della Bindi che la Nota CEI “a riguardo della famiglia fondata sul matrimonio…” non si riferisse al progetto Dico, continua affermando: “è un documento della Conferenza episcopale italiana, non di quella australiana (risate, ndr), dunque penso di poter affermare che si riferisce alla situazione del nostro Paese...”
Ecco, ciò che mi ha colpito è quella frasettina “penso di poter affermare che…”. Una circonlocuzione che testimonia quanto il pur importante presule non possa usare una forma linguistica più
Opinioni, quindi.
E' una bella cosa vedere tanta gente che ha voglia di partecipare alla vita politica. E' sempre una bella cosa constatare che le considerazioni pessimistiche sul distacco dei cittadini dalla vita pubblica non è poi così disastroso e definitivo come a volte ci viene da pensare. Le opinioni sulle cose è evidente anche in questo caso che ce le formiamo, spesso, sotto il condizionamento della rappresentazione che della realtà ci viene data, non della realtà medesima.
Cosicché, dato che le rappresentazioni della realtà non fanno spesso altro che amplificarne gli aspetti più drammatici e preoccupanti, l'opinione che ci formiamo tende ad essere scettica e pessimistica. Poi ci càpita di vedere le cose, e le persone.
A me piace vedere le persone che si radunano e si mettono in fila educatamente, per esprimere un pensiero, e pensare nel loro animo: io ho un'idea diversa dalla tua, una preferenza diversa dalla tua, ma se prevarrà la tua aderisco ugualmente, perché la casa in un cui andremo ad abitare è più grande delle nostre preferenze. Abbiamo un progetto comune. La nostra povera democrazia ha tirato il fiato. Per tutti.
In Consiglio Comunale a Bologna Rifondazione, Verdi, Cantiere e SD hanno "tolto la fiducia" a Cofferati. Quindi dovrebbe anche uscire dalla giunta. Ma no: l'Assessore Patullo (Pdci - il documento è stato sottoscritto anche da Pdci e Sdi) ha ben pensato di restarci. Stranezze della coerenza. Comunque, questo significa che Cofferati non avrebbe, tecnicamente, più la maggioranza, perché sommando il centro destra a questi fuoriusciti si avrebbero 24 voti contro gli attuali 23 di Cofferati (Ds e Dl).
E' il momento della responsabilità. Io mi auguro che il popolo bolognese sappia giudicare, quando sarà il momento, su un sindaco che ha fatto della legalità la sua bandiera e su quelle parti politiche che hanno scelto invece di stare a fianco dei prepotenti.
Questa sera ad "Annozero" il tema sarà "Ordine!".
So che tanti si rallegreranno. Non mi importa. Più Cofferati stringeva su queste posizioni e più io stavo con lui. Battaglia perdente, forse, ma vicina al senso comune dei bolognesi, che sanno bene come giudicare chi non sa stare che nelle barricate.
E' un vero peccato che il gentile lettore che si trova a passare da qui non trovi qualche pensiero, qualche motto, qualche facezia (il più delle volte, lo so, divertente solo per me).
E' che in questo periodo, come ebbi a dire, il mio piccolo cervello è affaccendato nei pensieri (mi si sappia perdonare il parolone) riguardanti il viaggetto che mi appresto a fare. Proprio oggi, alla recita delle Lodi (un'abitudine recentissima, peraltro), ho recitato salmi pieni di nostalgia e di anelito per il monte del tempio.
Il mio cuore batte verso oriente, e, anche se non è ebreo, al contrario di quanto canta il famoso inno "Ha-Tikvà", anche in lui è viva la speranza di Erez Zion Yerushalaim, e anche in lui ci sono certe corde che sanno risuonare.